Senza perdere la tenerezza: Citazioni

 

                     

                                 

il mio blog

Blogger: Belascoaran
Nome: Hector Belascoaran
Ken

 

@

"Lasciamo che la massa agisca come le suggerisce la passione."
Errico Malatesta 

Fantasie

"La filosofia sembra che si occupi solo della verità, ma forse dice solo fantasie, e la letteratura sembra che si occupi solo di fantasie, ma forse dice la verità."
Antonio Tabucchi

Lacrime

"Si piange solo se prima si è stati felici. Dietro ogni lacrima si nasconde qualcosa di invidiabile"
Graham Greene

Dignità

"Dalla parte del potere sta il denaro, dalla parte del ribelle la dignità."
Subcomandante Marcos

Mi batto

"Io... mi batto per quello in cui credo. Non per uno stato o un pianeta in particolare.
Lotto solamente per gli ideali che ho nel mio cuore."
Capitan Harlock

Guerra

"Da seimila anni, la guerra piace ai popoli in lite, e Dio perde il suo tempo a fare le stelle e i fiori."
Victor Hugo

Cia

"Poscietuese"

Dedicato a...

Amici

<$BlogLinkOut$>

Archivio

oggi
gennaio 2007
dicembre 2006
 

 

Categorie

Commenti

utente anonimo in Il 28 gennaio &rsquo...

Contatore

*loading*

Credits e Disclaimer


[Splinder]Blog Hosting

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.01

 

Bottoncini vari

                                                                                

venerdì, 19 gennaio 2007

Il 28 gennaio ’98, davanti al pm Tescaroli, Cancemi racconta che <<20 giorni prima della strage di Capaci>>, mentre già fervevano i preparativi per imbottire di tritolo l’autostrada Punta Raisi-Palermo, partecipò ad un vertice <<nel corso del quale Riina ebbe a dire: “io mi sto giocando i denti, possiamo dormire tranquilli, ho Dell’Utri e Berlusconi nelle mani, che questo è un bene per tutta Cosa Nostra”. Il contesto in cui le parole di Riina si inserivano era proprio quello riguardante la strage e le conseguenze che dalla stessa sarebbero potute derivare a tutta l’organizzazione>>. Riina tranquillizzava tutti dicendo: <<Queste persone sono quelle che a noi ci devono portare del bene, queste persone noi le dobbiamo garantire ora e nel futuro di più>>.

Nel mese di giugno, a cavallo fra Capaci e via D’Amelio, ci furono altri vertici, in cui << Riina specificò di aver chiesto favori legislativi alle “persone importanti”>>,  le quali si erano impegnate a soddisfarle. Le richieste riguardavano - ricorda Cancemi -  <<annullare ‘stu 14 bis, ‘sta legge sui pentiti, sequestri di beni, insomma un sacco di cose: l’ergastolo, tutte queste cose>>. E <<nella riunione di giugno Riina aveva una certa premura, una certa urgenza per fare questa strage di Borsellino. Ha spiegato che ‘sta cosa si deve fare subito. Lui era tranquillo, aveva queste persone e quindi lavorava sicuro…>>.

Dunque - riepiloga Tescaroli -<<Cancemi riferiva che Riina, in epoca antecedente alla strage di Capaci, si era incontrato con “persone importanti” per avviare negoziati <<aventi a oggetto provvedimenti legislativi favorevoli all’organizzazione, interventi sull’Autorità giudiziaria e garanzie dalle conseguenze derivanti dalla strage>>. Cancemi riferiva pure <<che appartenenti al gruppo Fininvest versavano periodicamente una somma di 200 milioni di lire a titolo di contributo (<<Questi soldi, con assoluta certezza, Riina li usava per cosa nostra, per alimentare Cosa nostra>>, assicura Cancemi). Sottolineava che il Riina si era attivato, a far data dagli anni 1990-91, per coltivare direttamente i rapporti con i vertici di detta struttura imprenditoriale (mettendo in disparte Vittorio Mangano, che fino a quel momento li aveva gestiti) e che, tramite Craxi, stava cercando di mettersi la Fininvest nelle mani o viceversa. Ha aggiunto che Riina, nel corso del 1991, gli aveva riferito che detti soggetti erano “interessati ad acquistare la zona vecchia di Palermo” e che lui stesso si sarebbe occupato dell’affare, avendolo “nelle mani”.

<<Io – racconta in aula Cancemi – quando sono andato da Mangano, ci dissi: “Vittorio, senti qua, ho parlato cu’ ‘u zu’ Totuccio (Riina) e mi disse che per quelle persone, Dell’Utri e Berlusconi, siccome lui se l’ha messo nelle mani lui, che è un bene per tutta Cosa nostra, quindi tu fammi questa cortesia… mettiti da parte perché è una cosa che sta portando avanti ‘u zu’ Totuccio, e quindi mettiti da parte”…Il Mangano mi disse: “Ma, perché, è una vita che ce l’ho nelle mani, ora mi devo mettere da parte. Ma perché? – dice – perché io non sono un uomo d’onore e non posso portare le cose avanti io?”. Ci dissi: “Vittorio, per cortesia, fammi questa cortesia, non insistere, non mi dire niente. Quando lui dice che è un bene per tutta Cosa nostra, che cosa ci devo dire io? Dimmelo tu”>>.

<<Lo stesso Brusca, sia pur con riferimento ad epoca antecedente alla campagna stragista, ha riferito di essere a conoscenza del fatto che alcuni imprenditori milanesi pagavano, a titolo di estorsione o di contributo, una somma di denaro ad appartenenti all’organizzazione e che, in particolare, l’on. Berlusconi “mandava qualche cosa giù come regalo, come contributo, come estorsione” al di lui cugino Ignazio Pullarà. Brusca dichiarava di essere venuto a conoscenza di una trattativa condotta da Riina per ottenere benefici in tema di revisione dei processi, di sequestri di beni, di collaboratori di giustizia, ecc.; un’occasione relazionale propiziata dall’esterno, non ricercata da Riina, da questi sfruttata, tanto che dopo la strage di via D’Amelio, per agevolarne la ripresa e la definizione, richiedeva l’effettuazione di un ulteriore attentato nei confronti di un rappresentante delle Istituzioni, che veniva individuato nel dottor Pietro Grasso. Una volta eliminato l’on. Lima, si “andavano a cercare i nuovi contatti”.>>

scritto da: Belascoaran , alle: 20:09 in:
commenti (6)