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venerdì, 19 gennaio 2007

Il 28 gennaio ’98, davanti al pm Tescaroli, Cancemi racconta che <<20 giorni prima della strage di Capaci>>, mentre già fervevano i preparativi per imbottire di tritolo l’autostrada Punta Raisi-Palermo, partecipò ad un vertice <<nel corso del quale Riina ebbe a dire: “io mi sto giocando i denti, possiamo dormire tranquilli, ho Dell’Utri e Berlusconi nelle mani, che questo è un bene per tutta Cosa Nostra”. Il contesto in cui le parole di Riina si inserivano era proprio quello riguardante la strage e le conseguenze che dalla stessa sarebbero potute derivare a tutta l’organizzazione>>. Riina tranquillizzava tutti dicendo: <<Queste persone sono quelle che a noi ci devono portare del bene, queste persone noi le dobbiamo garantire ora e nel futuro di più>>.

Nel mese di giugno, a cavallo fra Capaci e via D’Amelio, ci furono altri vertici, in cui << Riina specificò di aver chiesto favori legislativi alle “persone importanti”>>,  le quali si erano impegnate a soddisfarle. Le richieste riguardavano - ricorda Cancemi -  <<annullare ‘stu 14 bis, ‘sta legge sui pentiti, sequestri di beni, insomma un sacco di cose: l’ergastolo, tutte queste cose>>. E <<nella riunione di giugno Riina aveva una certa premura, una certa urgenza per fare questa strage di Borsellino. Ha spiegato che ‘sta cosa si deve fare subito. Lui era tranquillo, aveva queste persone e quindi lavorava sicuro…>>.

Dunque - riepiloga Tescaroli -<<Cancemi riferiva che Riina, in epoca antecedente alla strage di Capaci, si era incontrato con “persone importanti” per avviare negoziati <<aventi a oggetto provvedimenti legislativi favorevoli all’organizzazione, interventi sull’Autorità giudiziaria e garanzie dalle conseguenze derivanti dalla strage>>. Cancemi riferiva pure <<che appartenenti al gruppo Fininvest versavano periodicamente una somma di 200 milioni di lire a titolo di contributo (<<Questi soldi, con assoluta certezza, Riina li usava per cosa nostra, per alimentare Cosa nostra>>, assicura Cancemi). Sottolineava che il Riina si era attivato, a far data dagli anni 1990-91, per coltivare direttamente i rapporti con i vertici di detta struttura imprenditoriale (mettendo in disparte Vittorio Mangano, che fino a quel momento li aveva gestiti) e che, tramite Craxi, stava cercando di mettersi la Fininvest nelle mani o viceversa. Ha aggiunto che Riina, nel corso del 1991, gli aveva riferito che detti soggetti erano “interessati ad acquistare la zona vecchia di Palermo” e che lui stesso si sarebbe occupato dell’affare, avendolo “nelle mani”.

<<Io – racconta in aula Cancemi – quando sono andato da Mangano, ci dissi: “Vittorio, senti qua, ho parlato cu’ ‘u zu’ Totuccio (Riina) e mi disse che per quelle persone, Dell’Utri e Berlusconi, siccome lui se l’ha messo nelle mani lui, che è un bene per tutta Cosa nostra, quindi tu fammi questa cortesia… mettiti da parte perché è una cosa che sta portando avanti ‘u zu’ Totuccio, e quindi mettiti da parte”…Il Mangano mi disse: “Ma, perché, è una vita che ce l’ho nelle mani, ora mi devo mettere da parte. Ma perché? – dice – perché io non sono un uomo d’onore e non posso portare le cose avanti io?”. Ci dissi: “Vittorio, per cortesia, fammi questa cortesia, non insistere, non mi dire niente. Quando lui dice che è un bene per tutta Cosa nostra, che cosa ci devo dire io? Dimmelo tu”>>.

<<Lo stesso Brusca, sia pur con riferimento ad epoca antecedente alla campagna stragista, ha riferito di essere a conoscenza del fatto che alcuni imprenditori milanesi pagavano, a titolo di estorsione o di contributo, una somma di denaro ad appartenenti all’organizzazione e che, in particolare, l’on. Berlusconi “mandava qualche cosa giù come regalo, come contributo, come estorsione” al di lui cugino Ignazio Pullarà. Brusca dichiarava di essere venuto a conoscenza di una trattativa condotta da Riina per ottenere benefici in tema di revisione dei processi, di sequestri di beni, di collaboratori di giustizia, ecc.; un’occasione relazionale propiziata dall’esterno, non ricercata da Riina, da questi sfruttata, tanto che dopo la strage di via D’Amelio, per agevolarne la ripresa e la definizione, richiedeva l’effettuazione di un ulteriore attentato nei confronti di un rappresentante delle Istituzioni, che veniva individuato nel dottor Pietro Grasso. Una volta eliminato l’on. Lima, si “andavano a cercare i nuovi contatti”.>>

scritto da: Belascoaran , alle: 20:09 in:
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lunedì, 01 gennaio 2007

"<<L'uso peggiore che si possa fare di un uomo è quello di impiccarlo>>. No, non ho alcun rispetto per la pena di morte. Si tratta di un'azione sporca, che non degrada solo i cani da forca pagati per compierla ma anche la comunità sociale che la tollera, la sostiene col voto e paga tasse specifiche per farla mettere in atto. La pena di morte è un atto stupido, idiota, orribilmente privo di scientificità: <<...ad essere impiccati per la gola finchè morte non sopravvenga>> recita il pittoresco frasario della società..."
                                                                                  Jack London

"Molti tra i vivi meritano la morte e alcuni che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi."
                                                                                   J.R.R. Tolkien

scritto da: Belascoaran , alle: 17:39 in:
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domenica, 24 dicembre 2006

"-E lei, perchè è  di sinistra?
-Perchè nell'altra vita ero di destra e mi sono sputtanato la coscinza.
-No, sul serio.
-Vediamo - disse Josè Daniel grattandosi i baffi con il calcio del fucile nuovo - con tutto quello che la gente di Queens a New York butta via in una notte, si potrebbe attrezzare un intero quartiere di Cuzco diecimila volte meglio di come è adesso. Con gli avanzi di un ristorante medio di Caracas, mangerebbero per cinque giorni sessanta famiglie algerine. Gli scapoli che passeggiano di notte a Buenos Aires farebbero la felicità delle zitelle che sognano solitarie guardando le stelle di Bangkok. I libri che ho acquistato e non ho mai letto risolverebbero i problemi della biblioteca di una scuola media di Camaguey. Con lo stipendio di un tranviere del Distretto Federale si alloggia un giorno al Cèsar Palace di Las Vegas. Con i discorsi di un governatore del Pri messicano si possono mandare in tilt sei macchine della verità. Con il fuoco che c'è nelle poesie di Vallejo si possono cuocere tutti gli hot-dog che si consumano in un giorno a Monterrey. Con le parole che ho impiegato in trentacinque anni per spiegarlo, trasformate in pietre, avremmo costruito a Texcoco tre piramidi di Cheope... E' chiaro?
-Me lo ripete così lo registro?- lo implorò Canales tutto serio.
-Non viene mai uguale. "
                                                                                                                  PIT II

scritto da: Belascoaran , alle: 23:18 in:
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